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I danni alla salute

Conoscere ciò che si introduce

I danni alla salute

Ogni volta che si fuma una sigaretta, il corpo subisce l'assalto di una grande quantità di radicali liberi, ossia di sostanze molto reattive che danneggiano le strutture di molte cellule e che provocano l'invecchiamento dei tessuti e dell'organismo intero. Il fumo contiene inoltre varie centinaia di sostanze diverse; alcune di queste sono molto pericolose per la salute.

La nicotina è la causa di gravi disturbi quali:
* l'ulcera allo stomaco e al duodeno;
* fa aumentare il colesterolo nel sangue;
* determina la messa in circolo di grandi quantità di catecolamine;
* favorisce il restringimento delle arterie e la formazione di trombi dentro ai vasi sanguigni;
Tutti questi fattori innalzano sensibilmente il rischio di malattie del cuore e della circolazione.
Va inoltre sottolineato che il fumo, interagendo con fattori ormonali, produce danni ancora maggiori sulla donna.

Danni all'apparato cardio-circolatorio
Nicotina e Ossido di Carbonio sono le sostanze responsabili dei danni all'apparato circolatorio.
L'ossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno disponibile per l'organismo: cuore, cervello, muscoli, etc. ricevono meno ossigeno.
Si presentano problemi a livello dei muscoli che non ricevendo una sufficiente quantità di ossigeno non funzionano più al massimo della efficienza, gli sforzi e addirittura i movimenti diventano difficili e accompagnati da forti dolori fino ad impedire per alcuni istanti la deambulazione. Fermarsi dopo qualche passo e "far riprendere fiato" è l'unica soluzione per poter camminare ancora qualche passo.
La combinazione di nicotina e ossido di carbonio provoca inoltre danni molto gravi all'apparato cardio-circolatorio, che possono portare alla morte. Questi due componenti del fumo da sigaretta accelerano la formazione delle placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni, elevando il rischio di INFARTO DEL MIOCARDIO e ICTUS (un fumatore maschio ha un rischio di ictus 2,5 volte maggiore di un coetaneo non fumatore, una donna forte fumatrice ha un rischio di ictus emorragico ben 9,8 volte maggiore).

Quando si smette di fumare il rischio diminuisce sensibilmente in pochi anni: il rischio di ictus si attenua in maniera significativa in due anni ed è simile ai non fumatori dopo 5 anni.

Danni all’apparato respiratorio
Il nostro sistema respiratorio è dotato di cellule che bloccano all'entrata polveri, germi e sostanze tossiche. Fumando inaliamo direttamente su queste cellule delle sostanze altamente irritanti che vanno a danneggiare la "barriera di protezione" che esse creano e creando quindi un passaggio a molte altre sostanze fortemente dannose per il nostro organismo. Ne conseguono infiammazioni polmonari, una eccessiva produzione di muco, bronchite cronica, enfisema e molte altre patologie, fra le quali il tumore del polmone (nel 85-90% dei casi si riconosce nel fumo la sua causa primaria), e il tumore delle prime vie respiratorie (cavo orale, faringe e laringe).

Il carcinoma polmonare è da sempre la neoplasia più diffusa nella popolazione maschile di età superiore ai 40 anni. Attualmente l' incidenza del cancro del polmone è in diminuzione negli USA mentre in Italia la curva di incidenza è in calo negli uomini in tutte le classi di età ed in aumento nelle donne. Questo andamento è imputabile alle campagne anti-fumo effettuate in America e al diffondersi dell'abitudine al fumo di sigaretta nelle donne; infatti, tra i fattori di rischio, il fumo di sigaretta svolge un ruolo predominante, essendo responsabile dell'80% dei nuovi casi. Esiste una correlazione diretta, statisticamente provata, fra insorgenza di neoplasie polmonari , fumo di sigarette, numero di sigarette fumate e durata all 'abitudine del fumo. Il fumo passivo è associato ad un aumento del rischio di sviluppare un carcinoma polmonare di circa il 30%. Un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone di uno che non fuma, mentre per le donne il pericolo è 13 volte maggiore. Se un tabagista smette di fumare il rischio di sviluppare la malattia si riduce progressivamente e dopo 10-15 anni le possibilità che si ammali sono identiche a quelle di una persona che non ha mai fumato.
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