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Rimodellamento

Rimodellamento

Dimagrire solo in alcuni punti non è possibile...

Il nostro organismo ha un meccanismo tutto particolare di accumulare il grasso e di smaltirlo: molto empiricamente, potremmo riassumerlo dicendo che si ingrassa dal basso verso l’alto e si dimagrisce dall’alto verso il basso.

Ciò significa, in buona sostanza, che i cosiddetti “punti critici” del fisico femminile (tipicamente la regione gluteo-femorale) e di quello maschile (la zona addominale) saranno i primi ad ingrassare e gli ultimi a "levarsi di torno" quando gli effetti della dieta cominceranno ad essere evidenti.

La ragione di questa “tremenda ingiustizia” è che non tutte le cellule adipose sono sensibili nella stessa misura agli ormoni “bruciagrasso” come le catecolamine (adrenalina e noradrenalina), cioè quegli ormoni che il nostro organismo mette in circolo quando c’è maggior carenza di nutrimento rispetto all’abitudine.

Nel momento in cui intraprenderemo una dieta, quindi, sarà utile tener presente che non si potrà mai agire in maniera localizzata: il calo ponderale avrà effetti sull’intera superficie del nostro organismo, non solamente dove vorremmo.

Come agire allora sui punti critici? L’unica soluzione comprovata di dimagrimento a carico della massa grassa, salvaguardando contemporaneamente l'importantissima massa magra è:

1. Seguire un’alimentazione bilanciata che crei dei deficit calorici non traumatici. No, dunque, alle diete di tendenza iperproteiche e fortemente ipocaloriche, che attaccano la massa magra e risparmiano il grasso, ponendo inoltre le basi per ingrassare ancor di più quando si ricomincia a mangiare. Un suggerimento empirico ma molto efficace per capire se la dieta che state seguendo agisce sulla massa grassa e non su quella magra (unico modo efficace per garantirsi un dimagrimento duraturo!) è che il dimagrimento mensile non potrà mai essere superiore a 1,5 - 2 kg. La conformazione tipica dell’organismo umano, infatti, è strutturata in modo che la massa grassa sia trattenuta il più a lungo possibile come “scorta” per i momenti di carenza, e questo rappresenta il principale ostacolo ad una perdita di grasso più veloce.

2. Fare un’attività fisica mista, di tipo aerobico (cyclette, corsa, camminata sostenuta, ginnastica aerobica) e di tipo muscolare (pesi, esercizi a corpo libero, con elastici). I muscoli sono la più importante centrale “bruciagrasso” del corpo. Perché incrementino questa loro preziosa attività è necessario aumentarne le dimensioni. Più muscoli significa un maggiore consumo di ossigeno e di calorie (il grasso brucia solo in presenza di ossigeno), soprattutto a riposo, quando leggiamo, guardiamo la televisione o dormiamo. Perché anche nel sonno si bruciano calorie! Ecco allora che chi tiene in forma i propri muscoli accumula un bonus che gli permette di consumare più calorie anche quando meno se lo aspetta, cioè a riposo! Sappiate che tutti i muscoli contribuiscono a bruciare grasso in tutte le regioni corporee. Se, allora, anche i muscoli del dorso o delle spalle contribuiscono a bruciare il grasso addominale o delle natiche, perché fossilizzarsi a tonificare solo quel distretto muscolare dove il grasso si accumula? Con il rischio, inoltre, di stressare inutilmente i tendini e i legamenti di quella zona e di creare dei pericolosi squilibri posturali a danno, magari, della schiena. I muscoli “tirano” sulle ossa e, se viene a mancare l’equilibrio tra i vari distretti, qualche muscolo può prendere il sopravvento, creando delle tensioni anomale sul sistema scheletrico. Alla lunga questo causerà dolore.

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