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Il peso: considerazioni

Perché rivolgersi a un dietologo

Garantirsi un risultato efficace

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Viste le conseguenze fisiche, psicologiche, sociali ed economiche dei problemi legati al cibo e all’alimentazione, le persone che ogni giorno cominciano una dieta sono costantemente in crescita.

Ciononostante, i rimedi miracolosi e le terapie magiche non sono assolutamente efficaci… anzi, molto spesso le diete commerciali e giornalistiche hanno arrecato e arrecano danni alla salute, oltre che minare la fiducia di chi decide di dimagrire.

Tale affermazione nasce dalla conoscenza che quando con una carenza alimentare si perde peso, la perdita è in misura uguale di grasso e muscolo; terminata la carenza e ripresa l’alimentazione normale, si assiste ad una ripresa del peso in pochi giorni e di solo grasso, perché ben poche persone sanno che alla conclusione del periodo di dimagrimento vero e proprio è indispensabile un periodo di stabilizzazione che permetta all’organismo di adattarsi in modo graduale alle mutate condizioni fisiche e metaboliche.

Per questa ragione, è importante che le diete (soprattutto se mirate alla perdita di peso per più di 5/6 kg) siano prescritte da un dietologo, strutturate sulla base di un adeguato periodo di tempo e associate ad un regime alimentare di mantenimento.

Un dietologo non prescrive soltanto diete dimagranti: si occupa di tutto ciò che riguarda il nostro rapporto con il cibo. Un rapporto che coinvolge corpo e mente.

Il corpo può aver bisogno di dimagrire o ingrassare per stare bene, ma non è detto che la nostra mente dia "ordini" adeguati: i cosiddetti disturbi dei comportamenti alimentari (come anoressia e bulimia nervose) possono essere talmente gravi da portare a un deperimento irreversibile.

Allo stesso modo, correlati al regime alimentare vi sono molti altri disturbi come il deperimento organico, la bronchite cronica, la cistite ricorrente, l’aterosclerosi, l’ipercolesterolemia, l’artrosi, le allergie, le intolleranze alimentari, l’acne, l’ipertensione, la gastrite, la colite, la stipsi, le amorroidi e la tendenza alle fistole perianali. Come coadiuvante terapeutico, inoltre, la dieta è efficace nelle fasi iniziali delle patologie autoimmunitarie e degenerative.

Anche una semplice dieta dimagrante, comunque, deve essere presa sul serio: è sempre un "atto terapeutico", una cura, perciò è bene che sia fatta sotto il controllo costante del dietologo e in seguito ad un giudizio medico basato sulla valutazione di esami ematologici e sulla visita clinica.

Anche perché non esistono diete valide e sicure per tutti: ciò che fa bene a una persona può risultare dannoso per un’altra.

Un altro aspetto importante relativo alla scelta di un valido supporto medico è quello della motivazione: è importante essere convinti di iniziare una dieta, affrontare con grinta il nuovo regime alimentare e non porsi degli obiettivi esagerati rispetto alle proprie possibilità. Il rapporto continuativo con il dietologo durante tutto il periodo di restrizione alimentare permette anche di tenere sotto controllo tutti quegli aspetti psicologici che tanto hanno a che vedere con il successo.

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