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Tecniche di allenamento

Come muovere i primi passi di corsa

Il cronometro come alleato per chi corre… ma non troppo

Come muovere i primi passi di corsa | Il secondo livello evolutivo
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A cura del Prof. Claudio De Crescenzo, atleta e personal trainer

Questo articolo è rivolto ai principianti, a coloro che non osano guardare il cronometro perché lo ritengono uno strumento non idoneo a classificare le loro modeste prestazioni.

Eppure i principianti dovrebbero essere quelli che traggono maggiori gratificazioni dalla consultazione dei responsi cronometrici. Si tratta semplicemente di avere l’umiltà di confrontarsi con se stessi e non con ideali indici di efficienza inventati da chissà chi (uno per tutti il leggendario Cooper, che a trent’anni di distanza invade ancora i pensieri dei tecnici con il suo test messo a punto per gli astronauti…).

I miglioramenti dei principianti sono piuttosto consistenti, si misurano a vista d’occhio, figuriamoci se sfuggono alla precisione di un cronometro. Ma il cronometro incute soggezione perché sancisce in valore assoluto prestazioni che per il principiante sono semplicemente vergognose.

Allora chiariamo una cosa molto importante: di vergognoso nello sport del 21° secolo c’è solo tutta la serie di ipocrisie che ruotano attorno alle problematiche dell’antidoping (avete letto bene “antidoping” non “doping”). Non è assolutamente vergognoso impiegare mezz’ora o più per percorrere 5 chilometri, è molto vergognoso studiare tutte le strategie necessarie per risultare negativi all’antidoping dopo una gara di 10.000 metri corsi in meno di 27 minuti.

Detto questo sono a proporvi il cronometro come alleato solo se non avete altri compagni di corsa. All’inizio (ma spesso anche in seguito…) correre in compagnia risulta il modo più efficace per non annoiarsi e per riuscire a progredire senza “travaglio psicologico”. Meglio se chi corre con voi è un soggetto del vostro livello, altrimenti uno dei due deve adattarsi. Inutile dire che chi si deve adattare è il più efficiente dei due che deve accontentarsi di correre al ritmo del più lento. Pura follia pensare che il meno dotato possa “sforzarsi” più del dovuto per reggere il ritmo normalmente tenuto dal più dotato: è una strada che non porta da nessuna parte se non all’abbandono precoce del meno dotato dei due.

Dunque cronometro come alleato di chi corre da solo. Ma “alleato” in che senso? Spesso chi corre da solo è solo proprio perché non riesce a correre per più di dieci minuti consecutivi ed anzi continua ad alternare tratti di corsa a tratti di cammino continuamente risultando noioso anche per il più lento dei potenziali compagni di corsa.

Il cronometro è proposto proprio a chi ha questo tipo di problemi per aiutarlo nel lungo momento di avvicinamento alla corsa continua. Per questo tipo di corridore arrivare alla corsa continua è già un traguardo e, non importa l’andatura, ma poter dire: “Ho corso per mezz’ora consecutiva senza fermarmi” è già un successo.

A cura del Prof. Claudio De Crescenzo, atleta e personal trainer

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