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Tecniche di allenamento

Le necessità del podista

I chili di troppo, la Maratona e la necessità di non infortunarsi

Le necessità basilari del podista | La determinazione degli obiettivi
A cura del Prof. Claudio De Crescenzo, atleta e personal trainer

La cosa più importante per un podista che corre molti chilometri in una settimana è non farsi del male. Purtroppo un gran carico di corsa lunga, anche se condotta a bassa velocità, è sempre potenzialmente pericoloso: problemi ai tendini, alle strutture del ginocchio, alla schiena sono sempre in agguato. Così è buona norma dare qualche indicazione per variare la preparazione anche a chi fa della cosiddetta corsa “lunga e lenta” l’ingrediente numero uno della sua preparazione.

Abbiamo detto che, per certi versi, chi è mosso dall’ambizione di buttare giù i chili di troppo deve affrontare la preparazione più o meno come chi è stato contagiato dalla “mania” della Maratona. Più o meno, nel senso che non potrà sottrarsi ad un incremento progressivo del numero di chilometri percorsi durante la preparazione.

Ad essere precisi gli obiettivi non sono proprio coincidenti. Chi vuole buttare giù i chili di troppo è costretto a correre molto per bruciare i grassi. Per chi vuole dimagrire, accumulare chilometri è già un obiettivo. Per chi prepara una Maratona, invece, accumulare chilometri è un mezzo necessario per arrivare ad un altro obiettivo che è quello di resistere più a lungo possibile correndo senza andare in crisi. Se altre strade fossero percorribili, per il maratoneta, nel raggiungimento di tale intento, sarebbero comunque da considerare.

Fermo restando il fatto che non ci si può sottrarre alla corsa lunga (se un maratoneta si annoia a correre a lungo può benissimo cambiare specialità subito…), alcune strategie possono interessare il maratoneta e far capire a chi vuole dimagrire come proseguire nel suo intento.

Un discorso sulla tecnica di corsa, che è determinante per chi vuole affrontare la Maratona, non è molto importante per chi vuole dimagrire, o meglio, lo è solo riferito all’importanza di non infortunarsi. Se la corsa è simmetrica ed equilibrata e non presenta particolari irregolarità può anche non essere particolarmente “economica” e soddisfare le esigenze di chi corre per stare in linea. Al contrario il maratoneta deve ricercare assolutamente una corsa economica e molto redditizia. Deve risparmiare più energie possibile per durare più a lungo possibile. Non è pensabile affrontare una Maratona adottando una tecnica di corsa molto “rimbalzante” con grande spostamento del baricentro in senso alto-basso: oltrechè predisponente ad infortuni da sovraccarico, una corsa del genere è sicuramente poco producente dal punto di vista del rendimento su una corsa lunga quale la Maratona.

D’altro canto, l’importanza di non “saltare” nella corsa potrebbe rivelarsi decisiva anche per chi corre con l’obiettivo di dimagrire. Chiariamo: non è che chi corre radente ed economico dimagrisca di più. Ma ha molte meno possibilità di infortunarsi e, pertanto, più possibilità di poter incrementare con successo i carichi di allenamento. Soprattutto se pensiamo che chi corre per dimagrire, teoricamente si porta dietro un certo sovraccarico che rende ancora più pericolosa la tecnica di corsa “rimbalzante”.

Ricapitolando: correre “radente” è determinante per chi vuole correre la Maratona e può essere importante, per chi corre con lo scopo di dimagrire, per prevenire gli infortuni.

Sempre per prevenire gli infortuni, entrambi i soggetti fanno bene a praticare abbastanza assiduamente la cosiddetta ginnastica di allungamento. La corsa tende ad irrigidire la mucolatura. Lo “stretching” (che non è altro che la ginnastica di allungamento tradotta in inglese…) aiuta a contenere i problemi dovuti a questo irrigidimento.

Ma allora, alla fine, in cosa differisce la preparazione di un maratoneta rispetto a chi corre per “motivi estetici”?

E’ proprio il lavoro di “rifinitura” a differenziare le due categorie di atleti. Chi vuole far sparire la pancia deve rifinire la sua battaglia a tavola e qui non ci sentiamo proprio di offrire i consigli migliori per questa grande problematica che ha fatto versare fiumi di inchiostro. Ci basta precisare che nel bilancio entrate-uscite che interessa l’equilibrio dietetico la corsa riguarda solo la parte “uscite”. L’altro 50% del bilancio si gioca a tavola.
La rifinitura del Maratoneta, invece, è un capitolo importantissimo che riguarda la preparazione alla gara. Spesso è il momento che decide l’esito stesso della gara ed una sua analisi può far capire perché accumulare chilometri sia importante, ma non la cosa in assoluto più importante. La vedremo nel dettaglio.

A cura del Prof. Claudio De Crescenzo, atleta e personal trainer

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