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Tecniche di allenamento

Alla scoperta delle medie distanze

I differenziali

I differenziali | I ritmi gara
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A cura del Prof. Claudio De Crescenzo, atleta e personal trainer

Per quanto un po’ fuori moda, il mondo delle medie distanze in atletica è certamente uno dei più affascinanti dello sport. Il dibattito tecnico attorno ai metodi di preparazione nelle corse su medie distanze ha affollato la bibliografia e, ancora oggi, siamo ben lontani dal vedere un sistema di preparazione che metta d’accordo tutti i tecnici. Il motivo è presto detto: nell’affrontare le medie distanze le imprescindibili qualità di velocità e resistenza si fondono in un cocktail che non risulta mai uguale checché ne sia la precisione nel miscelare i due ingredienti essenziali.

Il differenziale è quello strumento che ci permette di entrare nell’analisi dei temi sulle medie distanze centrando subito il problema: data una certa velocità di base su una distanza inferiore, si vuole vedere quanto questa viene “messa a frutto” sulla distanza superiore.

Premessa necessaria per poter analizzare i differenziali è la possibilità di disporre di una pista oppure di un percorso molto veloce e regolare misurato precisamente.

Nelle città italiane è abbastanza facile poter accedere ad una pista di atletica. I problemi essenzialmente possono essere di orario e di traffico: si tratta di scegliere la pista più rispondente alle proprie disponibilità in termini di orario. Per quanto riguarda i manti di copertura c’è poco da dire: sono tutti molto veloci e validi in termini di prestazioni, anche i più usurati, però bisogna stare attenti ai problemi tendinei perché le alte prestazioni si pagano a caro prezzo. Le infiammazioni ai tendini sono sempre in agguato per chi abusa della pista come strumento quasi quotidiano di allenamento. Le vecchie piste in “carbonella” che, pur se molto meno veloci, avevano molto più rispetto dei nostri tendini, ormai sono andate tutte in pensione, con buona pace dei custodi che impazzivano a curarne l’onerosa manutenzione.

Noi siamo a proporvi l’utilizzazione della pista come strumento di valutazione dei vostri “differenziali” e pertanto non vi proponiamo carichi “pericolosi” per i tendini.

Le distanze olimpiche interessanti per affrontare un discorso sui differenziali sono i 400 metri, gli 800 metri, i 1500 metri ed i 5000 metri. Il differenziale fra 5000 e 10000 metri fa già parte del discorso “lunghe distanze”. Quelli precedenti la distanza dei 400 metri appartengono al regno della velocità che, per una serie di motivi, è meno attratto dalla problematica dei “differenziali”. Visto che le ditanze citate come utili sono quattro i differenziali interessanti sono tre, e più precisamente: quello fra 400 ed 800 metri, quello fra 800 e 1500 metri e quello fra 1500 e 5000 metri.

I differenziali sono misurati in termini di “differenza di velocità di percorrenza” fra una distanza e l’altra o a volte, per comodità, in differenza di tempo assoluto fra una distanza e l’altra. Un problema di questi differenziali è che non sono assolutamente uguali per tutti e variano in funzione di una miriade di fattori, non da ultimo anche il livello di evoluzione dell’atleta.

A cura del Prof. Claudio De Crescenzo, atleta e personal trainer

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