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Storia dello sport

Le origini dello sport moderno

L'Umanesimo e le origini dell'educazione fisica

Il mondo moderno ritrovò l’interesse per i giochi del mondo antico come attività di svago e ludica, ma soprattutto come strumento per migliorare le prestazioni e le capacità fisiche, soltanto con l’avvento dell’Umanesimo - periodo in cui si ricominciò ad attribuire importanza alla vita terrena e non solo a quella ultraterrena.
Un grande rivoluzionario in quest’ambito era stato Vittorio Rambaldoni da Feltre, meglio conosciuto come Vittorino da Feltre, che diede uno spazio fondamentale alla pratica sportiva fondando la “Ca’ Gioiosa” a Mantova nel 1378. Alla "Ca' Gioiosa" la giornata trascorreva in un intenso lavoro, in cui l'esercizio mentale sì alternava alle pratiche ginniche. Proprio in questo sta uno dei meriti più grandi di Vittorino: essere stato uno dei primi a realizzare un tentativo di armonico sviluppo mentale e corporeo.

A parte questa fortunata eccezione, gli uomini di cultura di fine ‘700 furono i primi a sentire l’esigenza di intendere l’educazione fisica in modo nuovo, come strumento per il miglioramento psicofisico del giovane (ovviamente rifrito solamente ai giovani nobili...).
Due personaggi, in particolare, segnarono un momento importante nel processo evolutivo della disciplina dell’educazione fisica: John Locke - ritenuto il precursore della pedagogia moderna - e Jean Jacques Rousseau, che in "Emile" tenta di spiegare come potrebbe essere possibile un sistema sociale e politico più liberista se, anziché educare forzatamente i giovani secondo le convenzioni vigenti al suo tempo, si seguisse un metodo ispirato a principi di sviluppo psicofisico dell'individuo in termini più naturali.

Dopo di loro, la storia contemporanea d’Europa vide il rapido affermarsi dell’educazione fisica come strumento educativo, anche con la nascita ed il rapido sviluppo di scuole attrezzate e strutture dedicate. Un esempio a tutta l’Europa venne dato da Thomas Arnold (1795-1842), insegnante del noto College inglese di Rugby (da cui deriva il nome del gioco), che a partire dal 1823 organizzò gare di numerose manifestazioni fra le quali la regata fra Oxford e Cambridge.
Le qualità positive di questo sistema, che si basa essenzialmente sul fattore sportivo, si esprimono al meglio nelle scuole dove i ragazzi vengono educati sia dal punto di vista intellettivo che fisico, senza che l'uno prevalga sull'altro. Nel collegio di Rugby, prima che Arnold diventasse docente, lo stress accumulato dai ragazzi era molto alto e sfociava in situazioni poco piacevoli. Arnold migliorò il grado di preparazione del college sfruttando lo sport come mezzo educativo e pedagogico per i ragazzi, e contribuì alla nascita del mito dello studente campione.
Assieme ai college, sempre in Inghilterra, nacquero i club sportivi riservati agli aristocratici. L’Inghilterra divenne il motore degli sport di squadra.

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