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I benefici dello sport

I benefici sul cuore

Attività fisica e bradicardia

La pratica costante e prolungata dell’attività fisica ha un grosso impatto diretto sull'apparato cardio-circolatorio. Dopo molte analisi e misurazioni si è visto che nel periodo di recupero dall'attività si ha:
1- una riduzione dei battiti cardiaci. E’ naturale: dopo il periodo di sforzo, e passando alla fase di riposo, il numero dei battiti tende a diminuire.
2- Mentre i battiti del cuore diminuiscono, l’ossigeno in viaggio verso la periferia aumenta, perché al termine dello sforzo il tasso di ossigeno resta alto, ma mancando lo sforzo non si costituisce più altro debito di ossigeno, e quindi il saldo è positivo.
3- il coefficiente respiratorio (rapporto tra tasso di ossigeno e ossigeno consumato) aumenta.
4- una riduzione del numero di respirazioni, perché cessa l’affanno tipico dello sforzo massimo. Le respirazioni diventano in numero minore, e divengono più profonde. Un numero di respirazioni inferiore ma con maggior profondità permette di avere una respirazione più efficiente.
5- Vi è una leggera diminuzione della pressione massima (o “sistolica”, che sarebbe quella dovuta alla forza del cuore che spinge il sangue nelle arterie) e una più significativa diminuzione della pressione diastolica (o pressione minima, che corrisponde alla resistenza dei vasi sanguigni).
6- Si ha come risultato un aumento della pressione differenziale, ovvero si ha una distanza maggiore tra la pressione massima e quella minima. Si ha dunque un aumento del debito cardiaco, e il cuore a lungo andare diventa ipertrofico (cuore d’atleta). Il cuore insomma diviene fisicamente più grande, e con una maggior capacità di reggere lo sforzo a lungo (quello sforzo che grazia all’interval training può essere mantenuto “più a lungo” che in condizioni di sforzo continuo), perché è in grado di gestire una maggior quantità di sangue. Conseguentemente, quando le necessità sono regolari (quelle della vita di tutti i giorni) per far girare il sangue sufficiente basta un numero di battiti inferiore.

Ecco spiegato perché gli atleti molto allenati tendono ad essere “bradicardici”, ovvero ad avere un numero di battiti cardiaci al minuto più basso rispetto a quello che si ha nei soggetti normali, non atleti o non allenati. tenendo in considerazione il fatto che un fisico allenato sviluppa anche una maggior resistenza alla fatica, agli sforzi ed al dolore, le ragioni per darsi ad una pratica costante (pur non agonistica, magari...) di uno sport ci sono tutte!
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