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Test funzionali

Perché i test

La visita medica come base di partenza

E’ scontato che chi si dedica a qualunque attività sportiva deve ottenere l’idoneità da parte di un medico. Il fare esperimenti su se stessi o sugli altri senza essere sicuri che si tratti di persone sane e comunque idonee, è semplicemente un comportamento criminale.

Vi sono persone che magari hanno qualche piccola malformazione (es cardiaca, congenita...) o malfunzionamento, che per la sua modesta entità non ha mai manifestato la sua presenza fin quando si richiede un grande sforzo. A questo punto l’allenamento che viene tollerato benissimo da un atleta allenato può letteralmente uccidere una persona non idonea alla pratica di quello sport.

Vi sono persone che hanno rovinato non solo la propria professione, ma anche la propria vita a causa di una semplice imprudenza, che è consistita nell’esercitare o suggerire un esercizio senza un controllo medico preventivo.

Il controllo di idoneità accurato e professionale (che non sia l’ottenimento di un certificato "estorto" con qualche rito abbreviato) appare dunque una seccatura, ma è senza dubbio una garanzia che andrebbe ricercata anche là dove non è obbligatorio.

Se stiamo a prendere farmaci come vitamine od altro per rendere migliore la nostra vita, non dovremo esitare a prendere delle precauzioni che sono in grado di salvarcela. Ed è proprio questione di vita o di morte!

Tipologie di test
I test funzionali riguardano varie tipologie di valutazioni:
- ci sono i test riferiti agli apparati (respiratorio, cardio-vascolare, muscolare), che sono finalizzati alla valutazione dell'efficienza complessiva dell'organismo;
- ci sono le valutazioni sulla potenza aerobica ed anaerobica, finalizzati alla valutazione dell’efficienza del sistema trasporto-utilizzo dell’ossigeno;
- infine si valuta la forza esplosiva

Le premesse metodologiche
Dato che nel campo della valutazione funzionale spesso non è possibile misurare direttamente una qualità, o perché essa non è misurabile (es. visione di gioco) o per impossibilità di misurare direttamente i fattori costituenti la qualità indagata (es. enzimi della glicolisi dai quali dipende la potenza anaerobica lattacida), o perché il test è troppo costoso (es. risonanza magnetica nucleare) o perché la misura non è ripetibile (es. biopsia muscolare), allora si ricorre ad una misura indiretta della qualità che abbiamo bisogno di indagare periodicamente.

Inoltre i test devono soddisfare 3 criteri fondamentali per essere considerati scientifici:
un test deve essere valido nel senso che il grado dell’accordo tra la misura e il valore “vero” del fenomeno deve essere elevato. La valutazione della validità necessita di uno standard esterno di riferimento.
un test deve essere riproducibile cioè deve concordare tra misure ripetute dello stesso fenomeno. Essa dà una misura della “precisione” di una metodica di rilevamento. Si ottiene misurando più volte la stessa cosa, nelle stesse condizioni (strumenti, tempo, luogo) e ottenendo gli stessi risultati.
un test deve essere attendibile nel senso che deve essere ridotta al minimo la variabilità dell’osservatore e dello strumento, la variabilità biologica dello stesso fenomeno in condizioni e in tempi diversi e le differenze biologiche tra soggetti diversi.

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